02 febbraio 2012
Poi ne cade ancora
Una volta che la neve è calpestata è calpestata. Mi prende sempre una tristezza stupida a guardar le impronte lasciate da pneumatici e scarponi. Ma poi ne cade ancora e tutto torna candido. E allora sembra quasi bella e tutte le bestemmie tirate per non finir fuori strada sembrano stupide e la strada bianca sembra bella anche lei. Ieri mattina, su un muretto sotto casa, c'era un piccolo pupazzo di neve alto si e no 10 centimetri. Pensavo l'avessero fatto i figli dei miei vicini e invece l'avevano fatto i grandi, mentre spalavano la sera prima. I genitori dei bambini e altri tre o quattro. Mi hanno chiesto se non li avessi sentiti, avevano fatto un gran baccano dicevano, ma io la sera prima ero sdraiato sul mio divano, con le serrande abbassate perché non mi si vedese né sentisse e non mi sono accorto di nulla. E immaginavo la scena di loro che spalavano e insieme facevano il pupazzetto, felici, all'allegra riscoperta del comunismo della neve. Mi è salito un senso quasi di orrore. Poi di sollievo per il pericolo scampato. E oltretutto non c'eri neppure tu amore. E se non ci sei tu la neve non è sto gran che, figurati i vicini. Questa mattina ho spalato da solo, non c'era quasi nessuno e mi sono anche un po' divertito. Mi sembrava di preparare la strada per te. E tu domani sei qua.
18:24
Scritto da: marcellobottega
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Commenti
tesoro son tornata a trovarti. scusa. mi sono assentata un po'. domani arrivi tu.
sai che penso che averti incontrato è stata la cosa più bella che mi potesse capitare? davero.
Scritto da: plume | 24 febbraio 2012
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