30 ottobre 2010

La mano

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Tutti e due dal parrucchiere e mica ci si mette d'accordo, io e te. E a volte capita che ci si senta, semplice, pulito.

Signora ma lei è bellissima.Non fare il cretino, non chiamarmi signora. Ti ho detto che sei bellissima gioia. Sì, ma mi hai anche chiamata signora. Ma quello non è un anello matrimoniale? Sì. Però non vuoi essere chiamata signora. Si faccia gli affari suoi buonuomo. Va bene scusa... però sei davvero bellissima, signora o signorina.

Siediti fenomeno, guarda che ora è. Ehi un momento, un po' di rispetto. Muoviti che sei in ritardo. Lo so ma... Ma cosa? Nulla. Abbassa la testa che ti lavo i capelli. Ma ne ho quattro. E vuoi che quei quattro siano sporchi? No. Benissimo accomodati. Corti? Corti. Serve ricevuta? Sì. Ah... davvero? E come mai, la scarichi? No. E a cosa ti serve allora? Sono italiano. Italiano. Già, e abito in questo paese, tu no?

E poi la strada e l'asfalto che in alcuni punti, all'ombra, è già lucido di freddo. E allora bisogna fare attenzione a non scivolare, ché le mie clarks nascono vecchie. Ma non ho mica così paura di cadere sai? Gomiti e ginocchia sembrano quasi non sanguinare più, da quando mi segui silenziosa e ti nascondi piccola piccola nelle pieghe della mia mano.


Commenti

mi mancavano le tue lettere amore.
penso sempre a quello che mi hai detto oggi. mi dispiace non essere lì. arrivo presto, però.

Scritto da: plume | 02 novembre 2010

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