02 aprile 2012
Veloce veloce

Amore finisce che a forza di stare insieme rimando sempre e alla fine non scrivo più. Ma sembrano così distanti i tempi in cui chiudevamo gli occhi lontani e ci ripetevamo che ormai manvava poco. Ora si corre e ci si rincorre ancora, ma è un'altra cosa, la casa è piena di roba mia e Lucca è calda e accogliente, come la tua pancia. E allora passo di qui, veloce veloce, solo per dirti che sono felice. E' così bello correre con te tesoro. Ti amo.
18:15
Scritto da: marcellobottega
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02 febbraio 2012
Poi ne cade ancora
Una volta che la neve è calpestata è calpestata. Mi prende sempre una tristezza stupida a guardar le impronte lasciate da pneumatici e scarponi. Ma poi ne cade ancora e tutto torna candido. E allora sembra quasi bella e tutte le bestemmie tirate per non finir fuori strada sembrano stupide e la strada bianca sembra bella anche lei. Ieri mattina, su un muretto sotto casa, c'era un piccolo pupazzo di neve alto si e no 10 centimetri. Pensavo l'avessero fatto i figli dei miei vicini e invece l'avevano fatto i grandi, mentre spalavano la sera prima. I genitori dei bambini e altri tre o quattro. Mi hanno chiesto se non li avessi sentiti, avevano fatto un gran baccano dicevano, ma io la sera prima ero sdraiato sul mio divano, con le serrande abbassate perché non mi si vedese né sentisse e non mi sono accorto di nulla. E immaginavo la scena di loro che spalavano e insieme facevano il pupazzetto, felici, all'allegra riscoperta del comunismo della neve. Mi è salito un senso quasi di orrore. Poi di sollievo per il pericolo scampato. E oltretutto non c'eri neppure tu amore. E se non ci sei tu la neve non è sto gran che, figurati i vicini. Questa mattina ho spalato da solo, non c'era quasi nessuno e mi sono anche un po' divertito. Mi sembrava di preparare la strada per te. E tu domani sei qua.
18:24
Scritto da: marcellobottega
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29 dicembre 2011
L'amore in bocca

Ho le labbra che si spaccano. Me lo dici sempre che dovrei averne più cura ché mi si forma una riga nero violacea sul labbro inferiore quando bevo vino rosso, si screpolano col freddo e mi si aprono piccole ferite quando sorrido. Per fortuna non sorrido quasi mai. Ma non è il burrocacao che mi serve amore mio. Ogni volta che sei con me te ne prendi cura e mi dai baci con l'amore in bocca. E allora me ne scordo. Allora sorrido beato sapendo di non sanguinare. E se ogni tanto sanguino lo stesso comunque ci sei tu. Amore sta per terminare questo 2011 così poco gentile, due giorni appena e potrò correre da te sapendo che non dovrò più venir via di corsa. E se capiterà ancora di dover scappare vorrà dire che scapperai con me. Manca poco tesoro, e non è una minaccia, credimi.
14:18
Scritto da: marcellobottega
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03 dicembre 2011
Ce la faremo?

Voglio la magia di crederlo possibile.
La rive gauche.
Le Baratin.
Le bon vin.
Tartare de boeuf.
Il sushi sotto casa e jeff bukley mentre ci si abbandona a letto.
21:08
Scritto da: marcellobottega
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19 novembre 2011
Solo quasi

Più di un mese e mezzo senza acqua calda né riscaldamento comincia a essere discretamente insopportabile. E non ne ho più voglia di stufetta elettrica, luce che salta e lavatrice che perde acqua. Per fortuna poi vengo da te e passiamo la giornata a cercare di pulire il pavimento. Ma si può? Ginocchia a pezzi e olio di gomito, polvere, libri, lavandino del bagno intasato. Ma è un'altra cosa. E' casa tua che sta diventando casa nostra e allora tutti i piccoli deliri quotidiani diventano vita insieme. E sembrano quasi dolci visti da quassù. Ho detto quasi amore, solo quasi.
13:39
Scritto da: marcellobottega
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05 novembre 2011
It's wonderful

Fuori piove un mondo freddo, ma niente spettacolo d'arte varia per te, amore mio. Troppa acqua, autostrade chiuse, fiumi che si fanno grossi grossi. Niente accappatoio azzurro, neppure per me che ancora mi devo lavare alfreddo perché la caldaia proprio non vuol saperne di funzionare. Via via, vieni via con me. E alla fine sarò io a venire via con te, da qualche parte, basta stare insieme, finalmente. Buon fine settimana tesoro.
13:27
Scritto da: marcellobottega
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23 ottobre 2011
Tum Tum

Questa sera cena speciale. Di quelle in cui gli occhi finiscono negli occhi e gli affanni sembrano cosa lontana. Niente quercette amore mio, ma qualcosa vedrai salterà fuori. Ché quando ti ho conosciuta mangiavi focaccine al bar e affogavi nella pastina al burro. E guardati adesso... Gli occhi che brillano, come il cristallo dei bicchieri, le guance che si colorano mentre ridi e io che mi sento mancare. Il cuore prende a battere per una sciocchezza e il suo tum tum mi va fino in fondo agli occhi.
14:45
Scritto da: marcellobottega
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19 ottobre 2011
This must be the (non)place

E chi se lo aspettava che la vita avrebbe preso questa piega tenera. Come una curva lunga e dolce che corre fra due montagne e porta al mare. E chi se lo aspettava che il mare mi sarebbe piaciuto così tanto. Io che sempre e solo sott'acqua sono riuscito a capirlo, io che odio la spiaggia e che a guardare tutto quel blu curvarsi all'orizzonte mi sono sempre sentito mancare. Ma poi l'orizzonte cambia. La cosa più difficile che ho dovuto imparare negli ultimi anni è stato cercare di pensare per due. Ragionare per due. Vivere per due. Io che ho sempre pensato per me e basta. Io che ho sempre proiettato il mio futuro cercando di non legarmi a nessun luogo perché non si sa mai. E poi a un certo punto mi sono ritrovato a pensare per tre. E' stato così strano, dolce, spaventoso. Domani il mio amore compie gli anni e io sono lontano. So che ci tiene, le piace fare festa e le piace essere coccolata. Se lo merita ed è così bella quando è contenta. Però io domani non ci sono, non ci sono quasi mai.
C'è stato un momento, qualche tempo fa, che abbiamo dovuto smettere di pensare per tre. Punto, non ci è più stato concesso. Ma io quella volta c'ero. Come se fossimo stati chiamati a una prova superiore e l'unico modo di affrontarla fosse tenersi per mano.
Ogni tanto cammino per strada e qualcuno mi chiede come sta il mio amore lontano. I più delicati mi chiedono anche come sto io. E io sto che non importa come sto, al solito. Ma in realtà non è vero che non importa. I fantasmi prima o poi arrivano e allora tanto vale alzare la testa e guardarli dritti negli occhi.
E allora ciao Anna, fa così male scrivere il tuo nome e sapere che non ti vedrò mai. Ma è una cosa che va fatta. Scrivere il tuo nome. Anna. Salutarti tra le lacrime e riappropriami delle mie cose, dei miei luoghi e dei miei non luoghi.
E questo qui è il mio non-luogo preferito, quello dove vengo quando ho voglia di stare bene... e non è giusto rinunciarci.
Addio piccolo tesoro, oggi la mamma compie gli anni e tornare in questo non luogo è il mio regalo per lei.
Tanti auguri amore mio, ti amo.
22:04
Scritto da: marcellobottega
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06 settembre 2011
Boccadasse

Genova rimane la nostra Genova. Una città che in qualche modo torna e resta dentro. L'incanto del mare, il sole che ci affoga dentro, la gente che corre e i bambini sui pattini. Poi un buon pigato, fresco, che regala sorrisi e aiuta a bandire gli affanni. I tuoi occhi che guardano il minestrone col pesto, la torta al cioccolato e le acciughe fritte. Fritte amore. Fritte **o fa!
19:09
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29 luglio 2011
Come un ragazzino

Questa mattina ti vorrei chiamare, ma chissà a che ora finirai di lavorare. Penultimo passo, forza amore mio, ci siamo quasi. Prendo a calci i sassi che incontro per strada e li guardo rotolare davanti a me. Ho le scarpe nuove e mi sento un ragazzino. Ho una vita nuova e mi sento un ragazzino. E sono felice amore mio, felice come un adulto. Ti amo. Sì sì.
13:09
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20 luglio 2011
Lui chi è?

12:08
Scritto da: marcellobottega
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26 giugno 2011
Tra poco
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Parto tra poco. Oggi fa più caldo degli altri giorni e si muove un filo d’aria nel giardino qui dietro, ma non risolve. Non ti vedo da qualche giorno e vorrei non succedesse più. Ci stiamo lavorando, lo so. E poi la vita amore mio, la nostra, quella vecchia e quella nuova. Ieri mattina mi hai svegliato dicendo che si vede un cuore che batte. E io pensavo che l’abbiamo fatto insieme quel cuoricino lì, ma che adesso tocca a te. E non è facile per niente, lo so. Grazie amore mio. Grazie per questo regalo immenso.
13:35
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15 giugno 2011
E' qui, l'ibrio?

Deve rimanere in equilibrio quell'olivina lì.
19:41
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08 giugno 2011
Oddio speriamo....

E se davvero si trattasse di Fassone?
E se invece... non ci abbiamo pensato... e se invece non fosse fassone piemontese ma chianina, pura chianina toscana?
Oddio amore, e se fosse Fassino?
20:25
Scritto da: marcellobottega
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20 maggio 2011
Il mondo rosa

Dici che oggi vedo tutto in rosa. Può essere, o semplicemente ci sono giorni in cui le ombre si diradano e vedo meglio quello che ho intorno. E se oggi penso a qualcosa ho in mente te che sorridi. Che ridi. Che impazzisci all'idea di una frittata fatta a tondini. Che rischi di perdere un occhio per via di una lente a contatto e ti compri un piccolo sandwich per andare al ristorante. Ti amo, domenica arriverà presto. Sì sì.
13:01
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30 aprile 2011
Non sono mostra
13:35
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23 aprile 2011
Chennèrvi!!!

20:29
Scritto da: marcellobottega
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20 aprile 2011
Per mano

Questa notte un po' t'ho guardata, sulla porta della stanza, mentre dormivi su un fianco e respiravi piano. A volte vorrei prenderti per mano e portarti via. Uno zainetto azzurro con un paio d'ali e davanti a noi un'estate lunga tutta una vita. Ma ogni volta che parti il cuore prende a sanguinare. Ci sono strade che a un certo punto diventano piazze e mi muovo randagio attraverso i miei giorni col tuo odore sulla pelle. E oggi è già domani e domani è già notte. Ti amo. Domenica arriverà presto.
12:20
Scritto da: marcellobottega
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14 aprile 2011
Ce la faremo?

Un respiro.
Un altro.
Un altro ancora.
Chiudere gli occhi un secondo, inspirare col naso, espirare piano.
Un'ondata che scuote, poi passa, poi torna.
E sarà notte di nuovo, tra poco, e finiremo sotto le lenzuola accostando un po' la finestra per non svegliarci intirizziti.
La luce la spegni tu, io chiudo gli occhi solo un attimo.
Oddio amore come ci siamo ridotti...
13:05
Scritto da: marcellobottega
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26 marzo 2011
Bianco è il mattino, sono dentro a un fosso
Canzone di strada
Perché vergogna? Quando uno ha pagato il suo tempo,
se lo lasciano uscire, è perché è come tutti
e ce n'è della gente per strada, che è stata in prigione.
Dal mattino alla sera giriamo sui corsi
e che piova o che faccia un bel sole, va sempre per noi.
E' una gioia incontrare sui corsi la gente che parla
e parlare da soli, pigliando ragazze a spintoni.
E' una gioia fischiar nei portoni aspettando ragazze
e abbracciarle per strada e portarle al cinema
e fumar di nascosto, appoggiati alle belle ginocchia.
E' una gioia parlate con loro palpando e ridendo,
e di notte nel letto, sentendo buttarsi sul collo
le due braccia che attirano in basso, pensare al mattino
che si tornerà a uscir di prigione nel fresco del sole.
Dal mattino alla sera girare ubriachi
e guardare ridendo i passanti che vanno
e che godono tutti - anche i brutti - a sentirsi per strada.
Dal mattino alla sera cantare ubriachi
e incontrare ubriachi e attaccare discorsi
che ci durino a lungo e ci mettano sete.
Tutti questi individui che vanno parlando tra sé,
li vogliamo alla notte con noi, chiusi in fondo alla tampa,
e seguire con loro la nostra chitarra
che saltella ubriaca e non sta più nel chiuso
ma spalanca le porte a echeggiare nell'aria -
fuori piòvano l'acqua o le stelle. Non conta se i corsi
a quest'ora non hanno píù belle ragazze a passeggio:
troveremo ben noi l'ubriaco che ride da solo
perché è uscito anche lui di prigione stanotte,
e con lui, strepitando e cantando, faremo il mattino.
(Cesare Pavese)
Amore ho voglia di vino e occhi grandi.
E vorrei che il mattino ci sorprendesse ancora svegli, mentre ridiamo sottovoce, come si fa di notte, cercando di non disturbare.
E poi abbandonarmi al tuo respiro tiepido, fino a che non è buio di nuovo.
12:46
Scritto da: marcellobottega
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18 marzo 2011
Raccogigi
Ci sono nato e cresciuto.
Ieri però embrava più bello con te...
13:44
Scritto da: marcellobottega
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11 marzo 2011
Analisi logica

Da un po' di giorni scordo di comprare da mangiare a Bonarda. Non muore di fame lo so, ma me ne accorgo solo quando è ormai tardi. Accidenti. È un po’ di tempo che la storia si ripete uguale e mentre l’accarezzo maledico il mio pressapochismo sciocco. E allora entro in cucina e metto su l'acqua per la pasta, spezzetto un po' di pane secco e ci aggiungo due acciughe. In un modo o nell’altro la sfamerò anche oggi. L'acqua bolle in una piccola pentola grigia, la cucina è stretta e il vapore intorbidisce l’aria. Io guardo fuori dalla finestra. C'è un clima gentile oggi, il sole si appiccica ai vetri e un’aria leggera spettina le siepi sotto casa. Sul davanzale, in vasetti separati, ci sono due piantine di orchidee. Le orchidee sono immediate. Te le ritrovi davanti, ti volti e sono già nel tuo campo visivo, non ci sono foglie a nasconderle, a incorniciarle. Posi il tuo sguardo su di loro e loro sono già lì. Un ramo nudo e loro nel mezzo, come appese. Bianche, generose, affogano nel sole sporcando i petali di questa luce tiepida e fragile. E pensare che volevo buttarle via. Pensavo non avessero più un senso una volta sfiorite e volevo gettarle nell'immondizia. Poi una parola gentile, l'asse che si sposta, tu che sorridi e mi dici di avere pazienza. Pazienza. Prendersi il proprio tempo, respirare, guardarsi. Respirare ancora. Le orchidee tornano più belle di prima, basta saperle aspettare. Ma io ad aspettare sono sempre stato un po’ scarso, ché a volte il sangue sembra scorrere più veloce e la vista si offusca. E allora chiudo gli occhi coi pugni e scappo via. Tanto poi passa, tanto prima o poi passa tutto e il mio sorriso torna quello di sempre. Ma questo è il mio gioco, mica il tuo. Tu reagisci in maniera diversa, ti perdi, analizzi, ti ritrovi. Mi rincorri, non mi dai tregua e io sputo in terra. Una, due, dieci volte. Ma poco a poco l’aria si pulisce. Passano i minuti e tu diventi piccola piccola, a volte penso che mi staresti tutta in una mano. E in qualche modo inaspettato e dolcissimo riapro gli occhi, e tutt’intorno è pieno zeppe di orchidee.
20:52
Scritto da: marcellobottega
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03 marzo 2011
Pesce fritto

Oddio amore ma ce la farò?
Secondo me smetto anche di fare incubi vedrai. E poi il pesce fritto è un toccasana per gli stomaci dolenti e per chi, come me, ci fa passare tutta la sua scalcinata esistenza attraverso lo stomaco. E se qualcosa ci fa male ci terremo un po' più stretti. Ancora un po'. Fino a che i miei occhi non diventano i tuoi e il mondo là fuori smette di urlare.
12:43
Scritto da: marcellobottega
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18 febbraio 2011
(In)fedeli alla linea

Amore non è facile per niente. Una lotta è una lotta e i corpi nudi si avvinghiano, i muscoli saettano sotto pelle, colpi bassi e pugni nello stomaco. Ma tu sei forte. E' una delle cose che amo, guardi le persone negli occhi e in questo modo riesci a vedere anche te stessa. Vada come vada puoi essere orgogliosa amore mio. Di te, di (quasi) tutte voi. Come lo sono io. Piccolo piccolo e lontano, ma con la gioia nel cuore di saperti così bella. Ti amo.
14:57
Scritto da: marcellobottega
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05 febbraio 2011
In viaggio

In viaggio con te anima mia.
In qualche tasca interna.
20:17
Scritto da: marcellobottega
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15 gennaio 2011
La melancholy

La nebbia a volte sembra una coccola. Non c’è quasi bisogno di calare il cappello sulla fronte ché tanto non si vede nulla, nemmeno me. Ma in realtà è compagna sgradita e pericolosa. Che si appiccica addosso e traghetta il freddo fino dentro le ossa. La malinconia ha lo stesso suo aspetto lattiginoso e velato. Bonsoir je m'appelle Mélanie, j'ai 26 ans, j'uis melancolic aussi. E il ritorno ha il colore di un pastis molto allungato, un sapore stinto e lontano. Così difficile fuggire l’impertinenza di volerne ancora, di accucciarsi buoni buoni sull’orlo di un buon bicchiere di Bourgogne e giocare a chi è ancora in tempo. Ma chissà quante quercette ci aspettano ancora amore mio, da qiualche parte, proprio a metà strada tra il tempo che passa e la voglia di non tornare più. Mai mai più. Ti amo. Bentornati a casa.
13:37
Scritto da: marcellobottega
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29 dicembre 2010
Partiti

Bravi tutti, bravi anche noi...
13:01
Scritto da: marcellobottega
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08 dicembre 2010
Mai più

Voi credevate. Bravi.
22:01
Scritto da: marcellobottega
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Displasia dell'anca

Che notte!! Amore mi sa che c'ho l'anca sbilenca. Non è stato facilissimo prendere sonno, affogato in mezzo a tutti quei cuscini, con i tuoi capelli che mi pungevano la faccia. Ma è stato un po' come andare in campeggio. Una gita non prevista in un posto d'oltremare ch'è lontano solo prima di arrivare. La mela al mio risveglio era buonissima. Buonissima amore mio.
12:51
Scritto da: marcellobottega
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02 dicembre 2010
Barbottini
13:07
Scritto da: marcellobottega
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